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    July 18

    O Anche no.

     

    Svuotare questa vita. Vorrei.

    Poterla poi riempire di Niente.

    Chiudere la porta. Buttare la chiave. Nascere di nuovo.

    Uccidere l’indomabile pulsione che mi spinge alla fuga.

    Agire irrazionale dimenticando il dolore di amare.

    Allontanarmi da Me.

    Per un solo istante utile a vedere perché.

    Percorrendo questo ponte raccolgo briciole di dolore

    ondeggiando in disequilibrio costante.

    Nell’interminabile arrancare vorrei poter  scorgere un cancello.

    NELL’OLTRE.

    Il profumo dei fiori. Del legno vecchio e attempato.

    Un verde prato in lontananza la Luce.

    Le rocce scoscese in precipizio ad avvolgere l’immensità dell’Acqua.

    La Via che dal ponte svanisca nell’eternità.

    In solitudine

    O anche no.

    Semplicemente.

     

    Eleonora 

    Inanotherlife al 2009.VII

     

    Mi sfiora il suono: Adele - Hometown Glory 

     

    May 30

    _Metamorfosi_

     

    In obliqua trasparenza

    miracolo dell’(im)perfezione

    sfumature di vita

    scivolano (im)palpabili.

     

      

     

    Eleoonora

    Inanotherlife al 2009.V

    August 17

    LiFe

    ...Era il 25 giugno...

     

    il tempo scorre senza nemmeno voltarsi indietro

    e guardare chi si perde nel suo tragitto...

     

    in questo tempo passato lontano

    ho camminato per lungo tempo all'estremità di un vulcano

    infuocato di rabbia....

     

     

    eccomi qui ... tornata o forse no...

    in questi mesi d'intensa riflessione qualcosa inseguiva la mia Ombra

    ho lasciato una vita.

     

    ElImInAtA

     

     

    per la seconda volta un pezzo di vita si rinchiude in un cassetto

    per la seconda volta riusciro a voltare le spalle ai ricordi.

     

    DiMeNtIcArE

     

    Non si puo' dimenticare ne il bene ne il male

    si convive

    giorno dopo giorno

    notte dopo notte

    con l'alone della memoria che nell'alternanza di sentimenti

    scava nel cuore solchi indelebili

    puntine inchiodate con il piccone.

     

    Non ho più sangue da concedere al mio cuore.

    Non ho più lacrime da donare alla mia anima.

     

    RiComInCio

     

    Da Zero.

    Dal nulla.

    Di nuovo.

     

    Con l'amarezza della costatazione di quanto la manovrabilità regna sovrana.

    Di quanto le paure rendono schiavi.

    Di quanto sia più facile rinunciare per non affrontare.

    Di quanto IO sia circondata da "conigli".

    Incapaci di dire NO.

    Di esprimere il loro pensiero.

    Di ammettere i propri errori.

    Di comprendere gli errori degli altri.

     

    Di quanto il "sangue del proprio sangue" vale quanto un sacchetto di patatine.

     

    IL DUBBIO.

     

    Forse sono io che vivo in un mondo sbagliato.

    Non sono capace di chiudere LA PORTA.

    Dovrei girare le spalle e dimenticare quello straccio di famiglia che mi resta.

    Dovrei avere i peli nel cuore.

     

     

    .Eleonora.

    Inanotherlife

    Always...

     

    Un abbraccio immenso ai viandanti che ... nonostante tutto... ancora mi leggono !

     

     

    June 25

    Khepri...

     
    Due mesi di silenzio.
    Per varie ed eventuali che non sto a raccontare, sono rimasta a guardare.
    Un pò alla volta riprenderò la strada passando da tutti coloro che comunque si sono fermati in questo angolo.
     
    ...GRAZIE...
     
    Ma piuttosto.
    Rientro da fuori. E' buio (s-o-l-o f-u-o-r-i ?!?).
    Rientro con in mente un aneddoto riflettendo sul perchè mi perdo ad analizzare le piccole cose che mi capitano casualmente (o n-o!) lasciandomi quella strana sensazione di curiosità mista a stupore.
     
    Orbene stasera mentre il profumo d'erba tagliata di fresco m'innonda la mente.
    Respiro brezza d'estate cercando risposte, seduta nel silenzio di ciò che mi circonda e che tutti m'invidiano.
    Fà un caldo torrido ma quì si sta bene. Un paradiso dice chi è spesso ospite della "mia" casa.
    Sorseggio un martini tanto per "dimenticare".
    Un tonfo.
    ?
    Lo vedo.
    Lo guardo incuriosita.
    Questo piccolo insetto, verde-nero-argento, paffutello e un pò goffo. Gli insetti più strani se ne escono sempre di notte. Chissà perchè!
    Mi passeggia innanzi indisturbato, d'istinto mi alzo e lo seguo ritornado bambina.
    Sono sempre stata attratta dagli insetti. Ancora ricordo le urla di mia madre per il ragno di turno.
    Esserini così misteriosi da non comprenderne l'esistenza.
    Ogni tanto immobile si guarda attorno pure lui, quasi a percepire la pesantezza della mia ombra che in silenzio ne segue il passo.
    Lo raccolgo appoggiandolo sulla pelle umida della mano, e l'osservo così indifeso ma indomito.
    Mi risiedo, e restiamo lì a scrutarci.
    Proprio stasera che gustavo finalmente l'onore di stare sola ho trovato comunque compagnia!
    Che strana splendida creatura.
    Nasconde le sue ali per non lasciarsele rubare.
    Lo sapete che gli scarabei volano?
    Lo guardo e "mi guardo".
    Come lui in questi giorni in queste notti, cammino sfinita trascinandomi legato al collo il peso della vita, delle scelte che spesso nemmeno si cercano ma si è obbligati a fare, nei rimpianti che queste comportano in chi non ha niente più da perdere. Forse.
    O forse non lo sò nemmeno io.
    Tengo raccolte le mie ali senza poterle usare.
    "Qualcuno" me le porterebbe via, come si è portata via il resto.
    Cattiveria verso cattiveria..?
    Non ne sarei capace. La malvagità non è parte di me.
    Anelare di poter ancora volare senza spezzarsi le ali?
    Ditemelo voi.
    Questo scarabeo che nell'antichità idealizzava la rinascita, il cambiamento è l'ennesima coincidenza.
    La mia vita è come una strada in salita lastricata di ciotoli che ne rappresentano le casualità.
    In un momento di ricerca di evoluzione incontro l'essenza del suo significato.
    Lo rimetto al suo posto e Lui prende il volo. L'ho spaventato forse il poverino!
    Lo vedo svanire nel buio.
    Rinascerà in un nuovo divenire.
    Vorrei poter sparire in questa oscurità.
    R I N A S C E R O'
    E tutt'intorno le lucciole ci osservano spettatrici di questo incontro.
    Forse domani toccherà a loro.
     
     
    .Eleonora.
    Inanotherlife 2007

    Copyright Lunalibera.it

    Photo by Lunalibera 

     
    Mentre scrivo un pipistrello chiama.
    Paradiso?!?
    Questa è una giungla cari amici!
     
    Un grazie particolare ad Andrea (Lunalibera) che !casualmente! ha sempre un immagine splendida per i miei pensieri.
     
     

    Khepri era il sacro scarabeo, oggetto di venerazione già nei Testi delle Piramidi, anche se in questi non figura ancora come divinità a sé stante. L'animaletto originale è lo scarabeo stercorario Scarabaeus sacer. Nel suo paziente lavoro di far rotolare nel deserto la palla di letame contenente le sue uova, l'umile insetto ricordava agli Egiziani l'eterno corso del sole in cielo. Il sacerdozio di Heliopolis lo trasformò in divinità solare, e più precisamente nell'aspetto mattiniero del sole: "Io sono Khepri al mattino, Ra a mezzogiorno e Atum alla sera".


    Il dio Khepri con lo scarabeo al posto della testa
    Bibân el-Harîm (Valle delle Regine, Tebe-ovest)
    Tomba della regina Nefertari, XIX dinastia

    Il suo nome deriva da khpr che vuol dire "scarabeo", ma nello stesso tempo rendeva un termine astratto e difficile come il verbo kheper che in origine significava "nascere in una determinata forma" da cui derivò poi "essere, divenire, sorgere, svilupparsi, trasformarsi". Per questo doppio significato lo scarabeo venne associato al concetto dell'autocreazione e della rinascita e considerato una manifestazione del creatore dell'universo: il dio Khepri, il sole che sorge.

    Khepri venne raffigurato in forma umana col simbolo dello scarabeo sul capo, oppure con tale coleottero al posto della testa o anche semplicemente come scarabeo. In quest'ultimo aspetto ornava molti oggetti e veniva impiegato anche negli anelli sigillo o montato in stupendi pettorali e braccialetti. "Lo scarabeo del cuore" - chiamato così, perchè veniva posto sulla mummia in corrispondenza del cuore - era un'amuleto fatto di argilla smaltata, diaspro o di pietra verde, il colore simbolo della rinascità, e qualche volta anche di pietra nera (anche questo colore, oltre a rappresentare la morte e l'oltretomba, era sempre simbolo di rinascita e di rigenerazione). Sul retro spesso si può trovare incisa qualche formula dal Libro dei Morti, per esempio dal capitolo XXX:

    "Dalla madre celeste mi viene il cuore ib,
    dalla vita terrena mi viene il cuore hati,
    che non si alzino contro di me falsi testimoni ! *
    I giudici divini mi siano benevoli e clementi !
    Veritieri siano i testimoni del mio terrestre cammino,
    quando rendono testimonianza
    davanti al guardiano della bilancia della giustizia (Anubis)
    e davanti al Signore dell'Amentit (Osiride) .... "

    * (Gli egizi credevano che, dopo la morte, il proprio cuore fosse la prima istanza a giudicare la passata vita terrena e temevano una testimonianza negativa)

    Sia come gioiello che come oggetto funerario, lo scarabeo era sempre simbolo della rinascita solare. Dal Nuovo Regno si conoscono anche scarabei piuttosto grandi che sul lato liscio portano lunghi testi in memoria di qualche avvenimento storico, come per esempio i successi politici di Thutmosis IV, le nozze di Amenhotep III con Teje oppure la costruzione di un lago artificiale per la regina Teje.

    (tratto da http://www.miezewau.it/khepri.htm)

     

     

     
    April 26

    Less is more!

     
     “Nel nostro mondo l’ozio è diventato inattività, che è tutt’altra cosa: chi è inattivo è frustrato, si annoia, è costantemente alla ricerca del movimento che gli manca” (Milan Kundera, “la lentezza”)
     
    Oggi mentre per qualche ora OZIAVO dedicandomi alle attività da me preferite: osservare, percepire ed elaborare, pensavo al significato di questa parola e a quanto sia cambiato nel corso degli anni.
    Aristotele sosteneva che dobbiamo lavorare per poter poi oziare, e quindi dedicarci alle cose che più ci gratificano nella mente e nello spirito.
    Less is more.
    Per un attimo rallentare.
    Chiedere di meno alle nostre forze.
    O forse chiedere di meglio. In questa società di concorrenza sleale, falso moralismo, iperattività.
    Potersi ritagliare uno spicchio di tempo in cui niente possa interferire; ascoltarsi e valutare la nostra esistenza magari per scoprire che si sta barattando la vita e il tempo con il denaro. Il correre occupa gran parte del tempo a disposizione, ma davvero vorremmo poter ritagliare dei momenti di pura libertà?
    O forse vorremmo occupare ad ogni costo quelli che abbiamo, per non trovarci a dover riflettere sulla precarietà della vita e su ciò che popola il pensiero. In movimento perpetuo per non sentire quell’abisso di depressione che guardare l’involuzione- evoluzione della nostra società ci procura. E il circolo diventa vizioso… come si dice “stando con lo zoppo s’impara a zoppicare”.
    Vorremmo poterci riprendere il tempo ma il sistema in cui viviamo, ove le scelte sociali influenzano quelle personali non ci lascia sbocco per poter riprendere i fili che ci guidano come burattini di una collettività omologata. Si cerca di riconquistare la libertà attraverso soluzioni materiali quali la tecnologia, le macchine , l’automazzione, senza pensare che la soluzione è semplicemente mentale.
    PRIORITA’.
    Per chi è essenziale il denaro , gli affari, l’apparire; il riflettere è una perdita di tempo.
    Il prendere coscienza di sé e riflettere sulle cose semplici ma preziose che ci circondano, ascoltarsi per poter ascoltare gli altri, il condividere le nostre ricchezze interiori e scoprire quelle degli altri è forse una perdita di tempo?
    Perché aver paura di fermarsi ad osservare un tramonto, a guardare le onde del mare, una rondine volare tra le nuvole, a sentire il respiro di chi amiamo se dov’è il nostro cuore c’è il nostro tesoro.
    Un istante vale quanto una vita , mi scrisse un giorno un anima, e la vita è solo un viale sterrato ove noi siamo solo ospiti di passaggio, aggiunsi io.
    Io vivo.
     
    "Il tempo che abbiamo quotidianamente a nostra disposizione è elastico: le passioni che sentiamo lo espandono, quelle che ispiriamo lo contraggono; e l’abitudine riempie quello che rimane". (Marcel Proust)

    Copyright Lunalibera

    Felicità

    C'è un'ape che se posa
    su un bottone de rosa:
    lo succhia e se ne va...
    Tutto sommato, la felicità
    è una piccola cosa.
     
    (Trilussa )
     
     
     

    April 08

    ...

     

    Copyright Aurorablu.it

    A tutti i Viandanti che passano silenziosi e non tra i miei pensieri...

    A tutti gli amici da cui non sono riuscita a passare ma che ho nel cuore...

     

     

    March 19

    It's a mistery to me!

     

    ©Inanotherlife

     

    La luna mi guarda.
    Cupa.
    Insistente.
    Da un pò non scrivo.
    Un pò per ovvi motivi di tempo.
    Un pò perchè è un momento particolare.
    In cui non ho voglia di parlare.
    In cui non mi sento predisposta ad interloquire con il mondo.
    Qualcuno un giorno mi disse.
    " è meglio circondarsi di silenzi, che spendere fiumi d'inutili parole senza senso
    al solo scopo di ottenere attenzione".
    Sto in silenzio perchè ascolto.
    Ascolto gli altri ricoprirmi di parole, confidenze, pensieri, emozioni.
    Ed aspettarsi come sempre da me.
    Comprensione.
    Condivisione.
    Consolazione.
    Consiglio.
    Perchè obbiettivamente sono un anima forte.
    Poche cose riescono ancora a scalfirmi.
    Ascolto in silenzio.
    Assimilando stati d'animo altrui.
    Mi fà stare bene poter essere d'aiuto.
    Ma forse non sono sempre così forte.
    Forse la corazza ogni tanto cede.
    Forse avrei anch'io il bisogno di potermi sentire.
    Per un attimo debole.
    Vulnerabile.
     
     
    In silenzio.
    Ascolto questo Mark Knopfler.
    Il suono della sua chitarra elettrica penetra tra le ferite del mio cuore.
    Si scatena un elettrizzante scontro di percezioni.
    Sento queste parole vestirmi a pennello.
    Vorrei sbagliarmi ma è così.
    Allora mi chiedo.
    Forse capitano a posta queste melodie.
    Per impedirmi di dimenticare.
    Perchè appena mollo la presa.
    Mi spingono lungo quella strada.
    Lastricata di ricordi.
    Necessari per sopravvivere.
    Per non farmi calpestare.
    In questo palcoscenico di vite disperate.
    Apparenti.
    E per questo vuote.
    Che mi circondano...
    Mi scopro addormentata tra risvolti di vita.
    Impotente.
    Incapace di combattere.
    Obbligata a difendermi con l'indifferenza.
    Che odio.
    It's a mystery to me - the game commences
    for the usual fee - plus expenses
    confidential information - it's not a public inquiry

    I go checking out the reports - digging up the dirt
    you get to meet all sorts in this line of work
    treachery and treason - there's always an excuse for it
    and when I find the reason I still can't get used to it

    And what have you got at the end of the day?
    what have you got to take away?
    a bottle of whisky and a new set of lies
    blinds on the windows and a pain behind the eyes

    Scarred for life - nocompensation
    private investigations
    (Dire Straits)
     
     
     
    .Eleonora.
    Inanotherlife Now
     
     

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    Questo/a opera è pubblicato sotto una Licenza Creative Commons.

     

    February 18

    Dedicato a voi...

    Alla mia dolcissima Duna...

    Il giornale dei gatti

    I gatti hanno un giornale
    con tutte le novità
    e sull'ultima pagina
    la "Piccola Pubblicità".

    "Cercasi casa comoda
    con poltrone fuori moda:
    non si accettano bambini
    perchè tirano la coda".

    "Cerco vecchia signora
    a scopo compagnia.
    Precisare referenze
    e conto in macelleria".

    "Premiato cacciatore
    cerca impiego in granaio."
    "Vegetariano, scapolo,
    cerca ricco lattaio".

    I gatti senza casa
    la domenica dopo pranzo
    leggono questi avvisi
    più belli di un romanzo:

     

    per un' oretta o due
    sognano ad occhi aperti,
    poi vanno a prepararsi
    per i loro concerti.

    Gianni Rodari

     

     

    ... e all'indomabile ma tenera Olivia...

    Ode ai gatti

    L'uomo vorrebbe essere pesce e uccello,
    Il serpente vorrebbe avere le ali,
    Il cane è un leone disorientato,
    L'ingegnere vorrebbe esser poeta,
    La mosca studia per farsi rondine,
    Il poeta cerca d'imitar la mosca,
    E invece il gatto
    Vuol essere soltanto gatto
    E ogni gatto è gatto
    Dai baffi alla coda,
    Dal presentimento al topo vivo…
    I suoi occhi gialli
    Hanno lasciato una scanalatura
    Per gettarvi le monete della notte.

    Pablo Neruda

     

     

    Ormai ieri... 17 febbraio per chi non ne fosse  stato al corrente era la Festa del Gatto. 
    In genere non mi piacciono le feste "inutili" ed inventate tanto per occupare il tempo, ma visto che amo i miei piccoli amici alla fine di questa giornata dedicata a questo splendido animale lascio una dedica speciale per le mie due piccole e temerarie (nel sopportarmi) amiche che si accompagnano al mio fianco nello scorrere del tempo colmandolo di tenerezza e curiosità...

    Una dolce notte a tutti i viandanti amanti di queste creature.

    .Eleonora.

     

     

    February 08

    Intimamente...

     
     
    Mi guardo attorno.
    Giro e rigiro cercando ciò che resta.
    Cosa ho smarrito nel tempo...?
    Abbandonato il tutto per il nulla.
    Forse.
    Poco importa ora.
    Emigrare da se stessi cercandosi di nuovo.
    Nascondersi dietro questi muri di cristallo invisibili. Fragili.
    Al mio sfiorarli si sgretolano rovinosamente.
    Miliardi di tasselli scomposti compogono la mia mente.
    Si rincorrono vorticosamente per ricomporre quel mosaico di sentimenti dimenticati.
    Perchè dimenticati...?
    Dimenticare a volte fà bene.
    Forse perchè la vita ci riserva anche dolore.
    70%.
    Estenuante.
    Dirompente.
    Incalzante.
    Dolore.
    Ho perso l'equilibrio.
    Scivolerò in quel vortice che bramoso mi risucchia nell'oscurità del suo fulcro.
    Laggiù le fiamme sono la luce.
    Ancora guardo alle mie spalle. Eccola di nuovo. Quell'Ombra Indiscreta che fruga la mia anima.
    Mi spinge con tutta la sua forza in un barcollare di ricordi.
    Maledetta.
    Una sola velleità mi avvolge ora.
    Andare.
    Lontano da me.
    Sono colma di troppo.
    Song: Scorpion "Still loving you"
     
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    Opera di Umberto Verdirosi
    "La spia del sogno"

     

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    January 25

    Haiku...

     

    Come farfalla
    quando fugge la pioggia
    temo l’amore.
     

     

    .Eleonora.
    .Inanotherlife nel 2006.

      [Photo Nina K. Sandberg Deviantart.] 

     
     

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    January 15

    Confesso...


    Grazie alla cara amica
    Blue Swan che con affetto mi ha tirato tra capo e collo la staffetta ... eccomi con un piccolo giochino di parole...
    Le cinque confessioni...
    un pò di frivolezze miste a serietà...

    Ordunque ebbene si... confesso:

    . la mia ossessione per il tubetto del dentifricio.
    Potrei entrare in analisi a vita senza che il medico riesca a interpretare l'irrefrenabile sentimento che mi spinge a deporlo con perfetta cura dritto e non tutto accartocciato, intatto nella forma come il primo giorno che l'ho acquistato. Ovviamente essendo teneramente comprensiva, potrei sopportare solo che chi mi sta vicino lo renda irriconoscibile e più somigliante ad un immondizia... ma per me sarebbe uno sforzo sovrumano e potrei farlo solo "per amore"!!!!

    . i miei cani... niente supera l'amore che ho per loro.
    Senza vergogna, una simbiosi che và oltre la comprensione umana mi lega ad essi, questo non significa antropomorfizzare, mantengono la loro identità  "animale" ma per un susseguirsi di eventi che li ha sempre visti con amore al mio fianco (molto più di alcuni "umani") nei momenti pù dolorosi della mia vita sono al primo posto della mia piramide affettiva... almeno per ora.
    Non condivisibile... ma nemmeno criticabile da chi non conosce l'evolversi della mia vita.

    . Quante sono le persone che pensando al loro passato dicono "rifarei tutto" un pò per convinzione, un pò perchè si vergognano di ammettere che nella vita è possibile sbagliare...
    ... io no... !
    Ho sbagliato.
    Ma sono nata controcorrente!
    E sfiorando il passare del tempo acquistato consapevolezza.

    . tornando alle frivolezze...
    il letto... se avessi fatto il militare... al controllo delle brande... la mia monetina sarebbe saltata fuori dal tetto!
    Ne esco lasciandolo perfettamente intatto, come se ci avesse riposato solo la mia ombra.

    . ...necessario alla mia integrità ritagliare il mio spazio di pura... semplice... costruttiva solitudine.
    Non potrei starne senza.
    Io e il pianoforte.
    Io e l'acqua.
    Io e la natura.
    Un anima raminga  che si nutre del rumore del silenzio.

    E come "premio" per chi avrà il coraggio di leggere tutto ciò...
    il mio punto debole
    . ... la Sachertorte...
    emblema sopraffino del paradiso...per la gioia della mia mente.. e la tristezza del mio fondo schiena! .....!
    Ma ne vale la pena.

    Datemene un assaggio e sarò vostra per sempre!!!!



    Ora a chi lasciare questo fardello? Non me ne vogliano...
    Direi...


    January 09

    Introspezioni...



    Allungo la mano, prolungamento del cuore.
    Verso quell’ombra che mi dona l’emozione di tentare.
    Fuori è buio.
    Figure astratte riflettono la loro anima in cerca di sollievo
    In questa notte sono una di loro.
    Sfuggo me stessa.
    Scanso la luce.
    Avvinghiata all’oscurità.
    Dimenticare di aver visto sorgere il sole ricordando il susseguirsi delle tenebre.
    Impossibile abbandonare quel giro di vite che rincorrono il fuggire
    affannato del mio cuore lanciato in una maratona di sentimenti
    spiazzanti convulsi in un certo qual modo velenosi.
    Ma non inutili.
    Niente è inutile.
    Dicono.

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    Non avessi mai visto il sole
    avrei sopportato l'ombra
    ma la luce ha aggiunto al mio deserto
    una desolazione inaudita.

    .Emily Dickinson.



    Il vento plasmerà questa sabbia che sosta nel mio cuore...

    .Eleonora.


    (Photo Chasey Chinn)


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    December 18

    ...Auguri di pace...

    Questo post vuole essere, oltre che l'augurio di un sereno e Santo Natale,

    anche un messaggio di pace e di speranza.

    Ci auguriamo tutti che questo Natale possa mettere fine a tante guerre

    che ancora ci sono nel mondo e che stanno facendo stragi,

    soprattutto di bambini innocenti.

    Il  nostro pensiero è rivolto a loro...

    e per questo motivo questo post sarà comune in molti blog.

    Vuole essere un messaggio di pace, a cominciare dai nostri cuori...

    affinchè le guerre non comincino da noi, anche quelle più piccole.

    Per questo motivo,  abbiamo deciso di prenderci per mano

    e di postare questo intervento comune

    Auguri di un Santo Natale di PACE e serenità.

     

    Lettera contro la guerra
    Ancor più che fuori, le cause della guerra sono dentro di noi.
    Sono in passioni come il desiderio, la paura, l'insicurezza, l'ingordigia, l'orgoglio, la vanità...
    Lentamente bisogna liberarcene.
    Dobbiamo cambiare atteggiamento.
    Cominciamo a prendere le decisioni che ci riguardano e che riguardano gli altri sulla base di più moralità e meno interesse.
    Facciamo più quello che è giusto, invece di quel che ci conviene.
    Educhiamo i figli ad essere onesti, non furbi.
    E' il momento di uscire allo scoperto; è il momento d'impegnarsi per i valori in cui si crede.
    Una civiltà si rafforza con la sua determinazione morale molto più che con nuove armi.

    Tiziano Terzani

     
     
     
    Un grazie a ღLauraღ che è l'artefice del post
    e alla cara GattaNera dalla quale ho preso lo spunto.
     
    Chi lo desidera... può passar parola...
     
     
     
    Tra poco sarà Natale...

    December 06

    Gotan Project

     
     
     
    Parto un pò scettica ... conoscendo la loro musica solo superficialmente...
    Spinta più che altro dalla mia attrazione per quella sperimentale metamorfosi elettronica di questi suoni spesso troppo facilmente dimenticati che trovo molto piacevole all'ascolto.
    Mi ritrovo.
    Deliziosamente rapita da un continuo intrigante sussulto di sensi.
    Fuori una notte delicatamente velata di luminose stelle, non poi così tanto fredda.
    Dentro, il fascino di una piacevole carica sensuale che accompagnava l'anima nello scorrere rapito di questo alternarsi di tango argentino magnificamente elaborato in un elettronica calda ed avvolgente tanto da travolgere il cuore e la mente in un vibrante susseguirsi di emozioni.
    Il galoppare del piano incalzato dal vorticoso e particolare suono del bandoneòn (cugino della nostra fisarmonica) abbracciato dalla sinuosità degli archi, accompagna in quella mescolanza di suoni che lasciano scorrere il pensiero nell'immaginario vortice sentimentale.
    Un alternarsi di suoni partendo dall'esplosione incontenibile di Mi Confecion e Diferente per poi calare con delicatezza in Amor Porteno.
    In finale l'esilarante culmine con "I've Seen That Face Before"... ripreso da quella trasformazione melodica del libertango già sperimentata da Grace Jones.
    Per me che ascolto per percepire si rivela un intensa atmosfera di profonda passione.
     
     
     
     
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    Padova
    4 dicembre 2006
    "Lunatico Tour"
    Gotan Project
     
    Per scoprirli:
     
     
     
    Senza parole.
    Elettrizzante...
    Passionale...
    Magico...
    Travolgente...
    Unico.
     
    Come spesso accade il supporto cd non rende completamente merito all'atmosfera che la sonorità cattura dal vivo.
     
     
     
    EleonoraPhotobucket - Video and Image HostingPhotobucket - Video and Image Hosting
     
     
    November 21

    Inquietudini...

     

    Vattene!
     
    Insistente
    rantolare
    di voce assillante
    che solca
    l'equilibrio
     instabile
    di questo
     mio pensiero
    in assurdo vagare
    tra onde
    purpuree
    di sangue
    rubato
    al frantumarsi
    del mio cuore.
    Instabile
    mutamento.
    Sano
    folle
    delirio
    d'amore.
    Ora
    ti
    vedo.
     

     

      .Eleonora.
     Inanotherlife  nel 2006

     Ascoltando ”Parasite” Nick Drake 

     

    (Photo Clara Lindtstedt’s)

     

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    November 14

    Parole come pensiero...

     
    > ...All'inizio degli anni Ottanta Fabienne Verdier, allieva dell'Accademia d'arte di Tolosa, parte alla volta della regione cinese del Sichuan. Ufficialmente il suo scopo è studiare presso la locale scuola d'arte, ma il suo reale obiettivo è apprendere i segreti dell'antichissima arte della calligrafia. Dovrà affrontare una condizione di vita ai limiti della sopravvivenza, solitudine ed emarginazione, la diffidenza dei burocrati e dei maestri dai quali dipende la sua formazione, increduli di fronte alla determinazione di una donna che arriva dall'altro capo del mondo per imparare un'arte che il loro stesso Paese ha messo al bando....

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    “L’uno genera il due, che genera il tre, che genera la diversità dell’esistenza.
    Da tutte le cose l’uno; e dall’uno tutte le cose.”
     
    “Proprio così. Il tratto orizzontale è l’uno, gli altri tratti sono il due: insieme danno origine a migliaia di caratteri.
    Il tratto è di per se un entità vivente: ha un’ossatura, una carne, un’energia vitale;è una creatura della natura come tutto il resto. Bisogna saper cogliere le mille e una variazione contenute in un unico tratto”
    “Mi esercitai per mesi e, a ogni sua visita, mi correggeva.
    Mi insegnò prima di tutto a sciogliere il mio bastoncino d’inchiostro e a trarre profitto da quel rituale, da quel gesto ripetitivo che prepara l’artista all’atto di dipingere. Una maniera di lasciare il mondo degli uomini e di fare il vuoto dentro di sé. Mi insegnò anche a caricare il pennello di inchiostro, poiché nel suo mantello di crine si trova una riserva interiore che bisogna imparare a padroneggiare in verticale. Si tratta di prendere coscienza della pesantezza e della gravitazione universale, mentre il pennello diventa un autentico pendolo, un legame tra l’universo e il centro della terra. Mi insegnò la postura del corpo: i due piedi fermamente ancorati a terra per nutrirsi delle energie del suolo. Dovevo abituarmi a rimanere ben dritta perché la corrente di energia fra cielo e terra potesse passare attraverso di me. Dovevo trasformarmi in un antenna in grado di catturare le forze telluriche. E non era una frottola! L’idea può sembrare semplice, ma non era certo facile da mettere in pratica. Io mi sentivo del tutto sperduta, ed ero ben lontana dal pensare che, per maneggiare un pennello e tracciare una linea su un foglio bianco, fosse necessario comprendere intuitivamente le grandi leggi fondamentali della fisica.
    Il mio maestro veniva raramente a vedermi e mi lasciava sola tutto il giorno a dipingere le mie linee e i miei hua.”

     "la sua anima prende la forma di una falce sottile
    per esser a poco a poco un ventaglio tutto rotondo.
    Quando il suo sottile profilo si chiude, diventa pieno,
    quasi ovunque gli uomini levano gli occhi verso di lei"
    (XUE TAO sulla luna)


    PASSEGGERA DEL SILENZIO
    Fabienne Verdier

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    E' un libro che mi incatena al suo scorrere, prende per mano e accompagna dolcemente in quella che è la scoperta introspettiva dell'anima. Non lascia un attimo per respirare, il racconto di un esperienza indimenticabile che resta indimenticabile nel cuore di chi lo legge riuscendo ad interpretare questa cultura così rigida ma che dona, una volta solcata la linea di confine tra terreno e spirituale, la libertà di riuscire a comprenderel'essenza di ogni cosa.

    Fabienne Verdier a tuttoggi è una delle più pregiate calligrafiste cinesi esistenti.
    Letto... riletto... ancora letto... ancorato al mio comodino il suo posto ormai è lì.
     
    Ma sedendo e mirando, interminati
    spazi di là da quella, e sovrumani
    silenzi, e profondissima quiete
    io nel pensier mi fingo.
    (Leopardi)

     

    Una dolce notte per i miei Viandanti solitari 

     

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    October 24

    Maos Dadas

     

    Mãos Dadas 

     Não serei o poeta de um mundo caduco.

    Também não cantarei o mundo futuro.

    Estou preso à vida e olho meus companheiros

    Estão taciturnos mas nutrem grandes esperanças.

    Entre eles, considere a enorme realidade.

    O presente é tão grande, não nos afastemos.

    Não nos afastemos muito, vamos de mãos dadas. 

    Não serei o cantor de uma mulher, de uma história.

    não direi suspiros ao anoitecer, a paisagem vista na janela.

    não distribuirei entorpecentes ou cartas de suicida.

    não fugirei para ilhas nem serei raptado por serafins.

    O tempo é a minha matéria, o tempo presente, os homens presentes,

    a vida presente.

     

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    (Photo Lukas Piatek) 

    MAOS DADAS - TENENDOCI PER MANO

    Non sarò poeta di un mondo caduco.
    Nè canterò il mondo futuro.
    Abbarbicato alla vita guardo i miei compagni.
    Sono taciturni ma nutrono grandi speranze.
    Tra di loro considero la realtà enorme.
    Il presente è così grande, non separiamoci.
    Non separiamoci, andiamo
    tenendoci per mano.
    Io non sarò cantore di una donna, di una storia,
    non canterò i sospiri della sera,
    il paesaggio dalla finestra.
    Non distribuirò narcotici o lettere di suicida,
    non fuggirò verso le isole nè sarò rapito da serafini.

    Il tempo è la mia materia, il tempo presente,
    gli uomini presenti,
    la vita presente.

      Carlos Drummond de Andrade

    Myspace layouts

     

    Nell'istante
    in bilico
    tra lo scorrere
    dei secondi
    mi spoglio
    del mio passato.
    Volo.
    Radente
    silenziosa
    senza meta.

         .Eleonora.
    Inanotherlife 2006

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    October 04

    Travolta dal suono...

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    ENJOY THE SILENCE

    Words like violence
    Break the silence
    Come crashing in
    Into my little world
    Painful to me
    Pierce right through me
    Can't you understand
    Oh my little girl

    All I ever wanted
    All I ever needed
    Is here in my arms
    Words are very unnecessary
    They can only do harm

    Vows are spoken
    To be broken
    Feelings are intense
    Words are trivial
    Pleasures remain
    So does the pain
    Word are meaningless And forgettable

    All I ever wanted...
    Enjoy the silence

    .DEPECHE MODE.

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    Parole come violenza
    Rompono il silenzio
    Arrivano schiantandosi
    Nel mio piccolo mondo
    Sono dolorose per me
    MI penetrano lentamente
    Non puoi capire
    Ragazzina

    Tutto ciò che ho sempre voluto
    Tutto ciò di cui ho sempre avuto bisogno
    E' qui nelle mie braccia
    Le parole sono davvero superflue
    Possono solo fare male

    Le promesse sono fatte
    Per essere spezzate
    Le emozioni sono intense
    La parola è banale
    I piaceri rimangono
    Così fà la paura
    La paura è insignificante
    E obliabile...

    Depeche Mode - Violator

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    Mi risveglio in suoni metallici
                    avvolgono in senzazioni
                                  d'infinito vagare 
                                          in quelle stanze buie
                                            rincorsa da quel silenzio solitario
                                                                che sfugge allo scaraventarsi
                                                                            di parole insignificanti ed ottuse
                                                                                             nello sfiorarmi elettronico delle note
                                                                                                               precipito in quell'oblio di oscurità.
    Sublime percezione.

    .Eleonora. 
    Inanotherlife 2006
     
     
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    September 14

    VoLo...

     

     

    [photo Lunalibera]

    _VOLO_

    …E volo così…

    Abbracciata ai miei sogni

    avvolta in quella dolce melodia

    che inosservata

    saccheggia il mio cuore

    da lontani ricordi.

    Quel piccolo vaso

    che s’affaccia

    al mio balcone

    si…

    una preghiera

    una luce

    per illuminare

    le perfidie del mondo

    che insidiose

    intralciano

    il mio barcollare…

    quel fragile equilibrio

    lungo immaginarie

    funi sottili

    eterni percorsi

    accompagnati

    dal vegliare della luna

    e le sue compagne

    che osservano

    assopite nella notte

    il mio vagare

    lungo l’infinito

    del loro cielo

    buio

    tenebroso

    forse ostile

    ma unico custode

    di complesse emozioni

    scivolate violentemente

    lasciandomi senza respiro… …

    … ...

     

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     .Eleonora.

    Inanotherlife nel 2006 

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    ...............!!!Comunicazione di servizio!!!.................

     
    Dopo un periodo di riflessiva vacanza si torna a lavoro e alle occupazioni di tutti i giorni.
    Queste poche righe per scusarmi con tutti voi cari amici viandanti che sempre passate nel mio spazio, per la mia latitanza di questi giorni, ma complice un piccolo infortunio ad uno dei miei dolci compagni di vita unito ad un momento di turbolenza personale, mi hanno allontanato  dal web impedendomi di passare da tutti.
    un abbraccio virtuale cari amici
    e
    uno sbuffetto alla mia piccola dolce ombra Tessa nella speranza che si rimetta presto...Photobucket - Video and Image Hosting
     
    .Eleonora. 
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